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	<description>Difendiamo i diritti umani</description>
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		<title>6-24 maggio Mostra contro la discriminazione delle donne in Iran</title>
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		<pubDate>Thu, 02 May 2013 17:56:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Appelli on line]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti delle donne]]></category>
		<category><![CDATA[Prigionieri di coscienza]]></category>

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		<description><![CDATA[Care amiche e cari amici, Desideriamo invitarvi alla MOSTRA FOTOGRAFICA &#8220;STOP ALLA DISCRIMINAZIONE DONNE IN IRAN&#8221;  che sarà esposta da lunedì 6 maggio a venerdì 24 maggio presso l’Enoteca e Centro culturale “Alto Tasso” in P.zza San Francesco 6/d Lunedì 6 Maggio alle ore 18: Inaugurazione e incontro con Massimo Paradiso, Giornalista e autore del [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;">Care amiche e cari amici,</p>
<p style="text-align: left;">Desideriamo invitarvi alla</p>
<p style="text-align: left;"><strong>MOSTRA FOTOGRAFICA &#8220;STOP ALLA DISCRIMINAZIONE DONNE IN IRAN&#8221;  </strong></p>
<p style="text-align: left;"><strong><a href="http://www.amnestybologna.it/wp-content/uploads/2013/05/locandina-iran-unibo.jpg"><img class=" wp-image-596 alignleft" alt="locandina-iran-unibo" src="http://www.amnestybologna.it/wp-content/uploads/2013/05/locandina-iran-unibo-212x300.jpg" width="189" height="267" /></a></strong>che sarà esposta da<strong> lunedì 6 maggio a venerdì 24 maggio</strong><br />
presso l’Enoteca e Centro culturale “Alto Tasso” in P.zza San Francesco 6/d</p>
<p style="text-align: left;"><strong>Lunedì 6 Maggio alle ore 18</strong>:<br />
Inaugurazione e incontro con Massimo Paradiso, Giornalista e autore del libro <strong>“DIVENTARE SORELLE A TEHERAN”</strong><br />
(Emma Books). Dialogano con l’autore Giovanni Palisto (doppiatore, che leggerà alcuni brani tratti dal libro) e Angela Sannai (Agenzia Dire)</p>
<p style="text-align: left;">Aperitivo alle ore 19.</p>
<p style="text-align: left;">Informazioni:</p>
<p style="text-align: left;">La Mostra fotografica &#8220;STOP ALLA DISCRIMINAZIONE DONNE IN IRAN&#8221;, allestita all’Alto Tasso dal 6 al 24 maggio, racconta la storia di un gruppo di donne straordinarie che ogni giorno mettono a repentaglio la propria vita per ottenere DIRITTI, UGUAGLIANZA e GIUSTIZIA.</p>
<p style="text-align: left;">L’iniziativa si inserisce nella campagna Un milione di firme, lanciata da 52 donne e uomini, in Iran, il 27 agosto 2006, per chiedere l&#8217;abolizione delle leggi discriminatorie in vigore nel paese nei confronti delle donne. La negazione di eguali diritti per le donne iraniane lascia molte di esse senza protezione dalla violenza domestica e da un adeguato accesso alla giustizia.</p>
<p style="text-align: left;">Le attiviste iraniane hanno, anche, l&#8217;obiettivo di raccogliere un milione di firme in tutto il paese per presentare una petizione che chieda di porre fine alla discriminazione legale contro le donne ma vengono regolarmente arrestate dalle forze di polizia e le loro attività sono bandite perché chiedono una riforma del sistema giuridico.</p>
<p style="text-align: left;">La mostra è stata presentata in diverse città italiane (Firenze, Roma , Ferrara, Foggia, Piacenza) e per  l&#8217;appello  in sostegno degli attivisti della campagna Un Milione di Firme rivolto all&#8217;Ayatollah Larijani sono state finora raccolte oltre 6000 firme online e quasi altrettante attraverso i tavolini dei gruppi Amnesty.</p>
<p style="text-align: left;">“DIVENTARE SORELLE A TEHERAN&#8221; è frutto delle interviste alle donne di Teheran raccolte da Massimo Paradiso. La protagonista del libro è Azin, incarcerata per aver risposto all’sms di un’amica che la invitava a scendere in piazza e partecipare alle manifestazioni del Movimento Verde. Dopo terribili torture fisiche e psicologiche, Azin è condannata a due anni di reclusione nel carcere di Evin. Le sue compagne di cella, un gruppo di donne istruite e determinate, sono accusate come lei di essere nemiche dello Stato. Insieme a loro scopre che la passione e le idee possono rendere liberi anche tra le pareti anguste e buie di una prigione. È così che Azin, figlia unica, diventa sorella di tutte le donne iraniane che lottano per i loro diritti.</p>
<p style="text-align: left;"><strong>VI ASPETTIAMO NUMEROSI !</strong></p>
<p style="text-align: left;">Puoi firmare l&#8217;appello alla Mostra oppure on line: <a href="http://www.amnesty.it/campagna_milione_di_firme_Iran ">http://www.amnesty.it/campagna_milione_di_firme_Iran </a></p>
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		<title>Amnesty in piazza per celebrare il 1 maggio</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Apr 2013 10:13:47 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Iniziativa congiunta]]></category>
		<category><![CDATA[Iniziative in piazza]]></category>

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		<description><![CDATA[Mercoledì 1 maggio 2013 – Piazza Maggiore (Bologna), dalle 9 alle 19 In occasione della Festa dei lavoratori, Amnesty International sarà in piazza assieme ad altre associazioni per celebrare la giornata del 1° maggio. Il gruppo Amnesty di Bologna sarà presente con un tavolino di raccolta firme a favore delle vittime di violazioni dei diritti [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h2><strong>Mercoledì 1 maggio 2013 – Piazza Maggiore (Bologna), dalle 9 alle 19</strong></h2>
<p>In occasione della Festa dei lavoratori, Amnesty International sarà in piazza assieme ad altre associazioni per celebrare la giornata del 1° maggio. Il gruppo Amnesty di Bologna sarà presente con un tavolino di raccolta firme a favore delle vittime di violazioni dei diritti umani e contro la discriminazione.<br />
<strong> </strong></p>
<p><strong>Venite a firmare i nostri appelli!</strong></p>
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		<title>18-21 aprile &#8211; Amnesty al Human Rights Nights Festival</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Apr 2013 06:32:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Iniziativa film]]></category>

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		<description><![CDATA[Care amiche e cari amici, Desideriamo segnalarvi che da domani 18 aprile a domenica 21 aprile Amnesty International sarà presente al Cinema Lumière (via Azzo Gardino 65, Bologna) con il tavolino di raccolta firme in difesa dei diritti umani in occasione del festival HUMAN RIGHTS NIGHTS, di cui potete trovare tutte le informazioni e il [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Care amiche e cari amici,</p>
<p>Desideriamo segnalarvi che <strong>da domani 18 aprile a domenica 21 aprile</strong> Amnesty International sarà presente al Cinema Lumière (via Azzo Gardino 65, Bologna) con il tavolino di raccolta firme in difesa dei diritti umani in occasione del festival HUMAN RIGHTS NIGHTS, di cui potete trovare tutte le informazioni e il programma sul sito:</p>
<p><a href="http://www.humanrightsnights.org/" target="_blank">http://www.humanrightsnights.org/</a></p>
<p>Desideriamo come sempre ringraziare la Cineteca e l’organizzazione del festival per l’ospitalità.</p>
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		<title>11 aprile &#8211; Proiezione del film &#8216;The Summit&#8217;, sul G8 di Genova</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Apr 2013 11:13:46 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Iniziativa congiunta]]></category>
		<category><![CDATA[Iniziativa film]]></category>
		<category><![CDATA[Operazione Trasparenza]]></category>
		<category><![CDATA[Tortura]]></category>

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		<description><![CDATA[Giovedì 11 aprile 2013 presso il cinema Lumière (via Azzo Gardino 65, Bologna) ore 21.30 Proiezione del film THE SUMMIT (Italia/2012) di Franco Fracassi e Massimo Lauria (97&#8242;) Cento intervistati, mille pagine di documenti raccolti, oltre mille ore di registrazioni audio ascoltate, e un centinaio di ore video visionate. I giornalisti d&#8217;inchiesta Franco Fracassi e [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><b>Giovedì 11 aprile 2013 </b><b>presso il cinema Lumière </b>(via Azzo Gardino 65, Bologna) <b>ore 21.30 </b></p>
<p style="text-align: left;">Proiezione del film<b> THE SUMMIT </b>(Italia/2012) di Franco Fracassi e Massimo Lauria (97&#8242;)</p>
<p style="text-align: left;">Cento intervistati, mille pagine di documenti raccolti, oltre mille ore di registrazioni audio ascoltate, e un centinaio di ore video visionate. I giornalisti d&#8217;inchiesta Franco Fracassi e Massimo Lauria, dopo una lunga indagine condotta insieme a decine di collaboratori, cercano di gettare luce, a dieci anni di distanza, su molte zone d&#8217;ombra del G8 di Genova, raccontando le speranze dei manifestanti, i meccanismi che hanno portato alla violenza indiscriminata da parte delle forze dell&#8217;ordine e di una parte dei manifestanti, gli interessi politici internazionali intorno a quell&#8217;evento. Intrecciando riprese dal vero e ricostruzioni attraverso disegni e animazioni, un viaggio che parte dal vertice dell&#8217;Organizzazione mondiale per il commercio a Seattle fino al G8 di Genova, passando per i summit di Nizza, Praga, Napoli e Göteborg.<i></i></p>
<p style="text-align: left;">Al termine, <b>incontro con Franco Fracassi </b>e<b> Christine Weise, presidente Amnesty International Italia</b></p>
<p style="text-align: left;">In collaborazione con Amnesty International e FICE Emilia-Romagna</p>
<p style="text-align: left;">Nell&#8217;ambito di Promigrè &#8211; Festival delle Migrazioni e delle Genti. Aspettando Human Rights Nights</p>
<p style="text-align: left;">Fonte: <a href="http://www.cinetecadibologna.it/vedere/programmazione/app_4644/from_2013-04-11/h_2130" target="_blank">http://www.cinetecadibologna.it/vedere/programmazione/app_4644/from_2013-04-11/h_2130</a></p>
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		<title>Messico: Firma l&#8217;appello in difesa di chi si occupa dei più poveri</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Mar 2013 11:13:20 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Appelli on line]]></category>
		<category><![CDATA[Azione urgente]]></category>
		<category><![CDATA[difensori dduu]]></category>
		<category><![CDATA[migranti]]></category>

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		<description><![CDATA[Lo scorso 4 marzo, Rubén Figueroa che lavora presso l&#8217;albergo rifugio per migranti &#8220;LA 72&#8243; in Tenosique, Tabasco, è stato oggetto di minacce di morte da parte di persone che erano state segnalate per essere implicate in atti di estorsione contro i migranti. Amnesty International TEME PER LA VITA DI RUBEN FIGUEROA e chiede a [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;">Lo scorso 4 marzo, <strong>Rubén Figueroa</strong> che lavora presso l&#8217;albergo rifugio per migranti &#8220;LA 72&#8243; in Tenosique, Tabasco, è stato oggetto di minacce di morte da parte di persone che erano state segnalate per essere implicate in atti di estorsione contro i migranti.</p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://www.amnestybologna.it/wp-content/uploads/2013/03/image001.jpg"><img class="size-medium wp-image-568" alt="image001" src="http://www.amnestybologna.it/wp-content/uploads/2013/03/image001-300x97.jpg" width="279" height="90" /></a></p>
<p>Amnesty International TEME PER LA VITA DI RUBEN FIGUEROA e chiede a tutti di sottoscrivere il seguente appello per ottenere dalle autorità messicane protezione per il difensore dei diritti umani e per avviare al più presto un&#8217;indagine in modo che i responsabili dei pesanti atti di intimidazione ne rispondano davanti alla giustizia:</p>
<p style="text-align: left;">Firma l&#8217;appello su <a href="http://www.alzatuvoz.org/ruben/">http://www.alzatuvoz.org/ruben/</a></p>
<p style="text-align: left;">Altre informazioni su Facebook: <a href="https://www.facebook.com/pages/Amnesty-International-Diritti-Umani-in-Messico/159208870845077">https://www.facebook.com/pages/Amnesty-International-Diritti-Umani-in-Messico/159208870845077</a></p>
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		<title>20 febbraio &#8211; Iniziativa di informazione e sostegno alla ricerca dei giovani desaparecidos argentini</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Feb 2013 08:49:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Iniziativa congiunta]]></category>
		<category><![CDATA[Iniziativa film]]></category>
		<category><![CDATA[Scomparsi]]></category>

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		<description><![CDATA[Desideriamo segnalarvi che domani saremo presenti all’iniziativa di Informazione e sostegno alla ricerca dei giovani desaparecidos argentini, organizzata presso l’Istituto Parri in collaborazione le associazioni Identidad Familia Libertad – Libera – Amnesty International – 24 marzo onlus – Progetto Sur – Los del Sur – Isrebo – CGIL SPI Emilia Romagna &#8211; CGIL SPI Emilia [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><span style="font-size: 11.0pt; font-family: 'Calibri','sans-serif';">D</span>esideriamo segnalarvi che domani <strong></strong>saremo presenti all’iniziativa di <strong>Informazione e sostegno alla ricerca dei giovani desaparecidos argentini</strong>, organizzata presso l’Istituto Parri in collaborazione le associazioni Identidad Familia Libertad – Libera – Amnesty International – 24 marzo onlus – Progetto Sur – Los del Sur – Isrebo – CGIL SPI Emilia Romagna &#8211; CGIL SPI Emilia Romagna Coordinamento donne.</p>
<p style="text-align: left;"><strong>Mercoledì 20 febbraio 2013<br />
</strong>presso l’<strong>Istituto Parri &#8211; Sala ex-refettorio del convento di San Mattia, via Sant’Isaia 20, Bologna</strong></p>
<p style="text-align: left;">Ore 15,30: Presentazione dell&#8217;iniziativa e proiezione del film VERDADES VERDADERAS. LA VIDA DE ESTELA di Nicolas Gil Lavedra &#8211; Argentina, 2011, 96&#8242; (v.o. con sottotitoli in italiano)</p>
<p style="text-align: left;">Ore 17,00 – Incontro con i protagonisti: Macarena Gelman, nipote ritrovata del poeta Juan Gelman e Manuel Goncalves Granada, nipote ritrovato e dirigente delle Abuelas de Plaza de Mayo</p>
<p style="text-align: left;">Ingresso libero</p>
<p style="text-align: left;">Saremo presenti con un banchetto informativo presso il quale sarà possibile ricevere materiale informativo e  firmare gli appelli di Amnesty International.</p>
<p style="text-align: left;"><strong>Partecipate numerosi!</strong></p>
<p style="text-align: left;">Per informazioni: Rete per il diritto all’identità: info su <a href="http://www.retexi.it">http://www.retexi.it</a></p>
<p style="text-align: left;"><strong><a href="http://www.amnestybologna.it/wp-content/uploads/2013/02/Volantino-Abuelas_web.pdf">Scarica il volantino dell&#8217;iniziativa</a></strong></p>
<p style="text-align: left;">
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		<title>Amnesty aderisce all&#8217;evento One Billion Rising contro la violenza sulle donne</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Feb 2013 11:42:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Iniziativa congiunta]]></category>
		<category><![CDATA[Iniziative in piazza]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti delle donne]]></category>
		<category><![CDATA[Violenza alle donne]]></category>

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		<description><![CDATA[Pubblichiamo qui il comunicato per invitarvi a partecipare al flashmob contro la violenza sulle donne ONE BILLION RISING che a Bologna si terrà giovedì 14 febbraio in Piazza San Francesco alle ore 17 e poi dalle 19 in Montagnola. Anche le attiviste e gli attivisti di Amnesty International parteciperanno, unitevi anche voi! ONE BILLION RISING [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Pubblichiamo qui il comunicato per invitarvi a partecipare al<strong> flashmob contro la violenza sulle donne ONE BILLION RISING</strong> che a Bologna si terrà <strong>giovedì 14 febbraio in Piazza San Francesco alle ore 17 e poi dalle 19 in Montagnola</strong>. Anche le attiviste e gli attivisti di Amnesty International parteciperanno, unitevi anche voi!</p>
<p>ONE BILLION RISING avrà luogo anche a Bologna in PIAZZA SAN FRANCESCO il 14 Febbraio, 2013 – DALLE ORE 17.00</p>
<p>ONE BILLION RISING è un’azione globale ideata da Eve Ensler per protestare contro la violenza che le donne sono costrette a subire in tutto il mondo. Oggi, sulla Terra, si stima che una donna ogni tre subisca una violenza. Questo significa UN MILIARDO di donne.</p>
<p>ONE BILLION RISING è una danza collettiva che il 14 febbraio 2013 UN MILIARDO di donne e uomini, ragazzi e ragazze balleranno nel mondo per dimostrare solidarietà e consapevolezza, uniti dalla volontà di dire NO alla violenza.</p>
<p>ONE BILLION RISING è un momento festoso e non violento che vuole trasformare il 14 febbraio in una giornata di riscatto universale dalle ingiustizie che subiscono quotidianamente le donne di tutto il mondo. Migliaia di associazioni e organizzazioni di 196 paesi nel mondo hanno già aderito. In Italia 110 città hanno risposto all’appello.</p>
<p>A BOLOGNA SAREMO IN PIAZZA SAN FRANCESCO il 14 febbraio DALLE ORE 17.00<br />
DA LI’ DOPO IL FLASHMOB PARTIRA’ UN CORTEO DANZANTE PER RAGGIUNGERE IL PARCO DELLA MONTAGNOLA, DOVE DALLE 19.00 ALLE 21.00 IL TENSO OSPITERA’ APERITIVO E DANZE AL FEMMINILE</p>
<p>Guarda il video ideato da Eve Ensler: <a href="http://www.youtube.com/watch?v=gl2AO-7Vlzk">www.youtube.com/watch?v=gl2AO-7Vlzk</a></p>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/gl2AO-7Vlzk" height="315" width="560" allowfullscreen="" frameborder="0"></iframe></p>
<p>Per le adesioni in Italia: <a href="http://www.facebook.com/groups/onebillionitalia">www.facebook.com/groups/onebillionitalia</a></p>
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		<item>
		<title>Ricordati che devi rispondere. L’Italia e i diritti umani &#8211; Firma l&#8217;appello</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Jan 2013 17:15:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Aggiornamento campagne]]></category>
		<category><![CDATA[Appelli on line]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti umani in Italia]]></category>

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		<description><![CDATA[In vista delle elezioni politiche 2013, Amnesty International Italia lancia la campagna &#8220;Ricordati che devi rispondere. L’Italia e i diritti umani&#8220;, attraverso la quale sottoporrà ai leader delle coalizioni e a tutti i candidati delle circoscrizioni elettorali, un’Agenda in 10 punti per i diritti umani in Italia La campagna “Ricordati che devi rispondere” ha già [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">In vista delle elezioni politiche 2013, Amnesty International Italia lancia la campagna &#8220;<strong>Ricordati che devi rispondere. L’Italia e i diritti umani</strong>&#8220;, attraverso la quale sottoporrà ai leader delle coalizioni e a tutti i candidati delle circoscrizioni elettorali, un’Agenda in 10 punti per i diritti umani in Italia</p>
<p style="text-align: justify;">La campagna “Ricordati che devi rispondere” ha già raccolto, nei primi sei giorni, <strong>12.000 adesioni</strong>. Ci sono giunte le 10 risposte ufficiali del leader di Rivoluzione civile, Antonio Ingroia. Sono in corso contatti per l’ufficializzazione dell’adesione di Marco Pannella, leader di Amnistia, giustizia e libertà, e di Nichi Vendola, presidente di Sinistra ecologia e libertà. Hanno annunciato la sottoscrizione delle 10 richieste diversi altri candidati.  <a href="http://www.ricordatichedevirispondere.it/12-000-firme">Per saperne di più</a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.ricordatichedevirispondere.it/aderisci"><strong>Firma anche tu l&#8217;appello</strong></a> affinché i candidati si schierino dalla parte dei diritti umani, esprimendo una posizione chiara su ciascuno dei punti contenuti nell’Agenda per i diritti umani di Amnesty International:</p>
<div id="testoAppelloCompleto">
<div>
<ol>
<li>garantire la trasparenza delle forze di polizia e introdurre il reato di tortura</li>
<li>fermare il femminicidio e la violenza contro le donne</li>
<li>proteggere i rifugiati, fermare lo sfruttamento e la criminalizzazione dei migranti e sospendere gli accordi con la Libia sul controllo dell’immigrazione</li>
<li>assicurare condizioni dignitose e rispettose dei diritti umani nelle carceri</li>
<li>combattere l’omofobia e la transfobia e garantire tutti i diritti umani alle persone Lgbti (lesbiche, gay, bisessuali, transgender e intersessuate)</li>
<li>fermare la discriminazione, gli sgomberi forzati e la segregazione etnica dei rom</li>
<li>creare un’istituzione nazionale indipendente per la protezione dei diritti umani</li>
<li>imporre alle multinazionali italiane il rispetto dei diritti umani</li>
<li>lottare contro la pena di morte nel mondo e promuovere i diritti umani nei rapporti con gli altri stati</li>
<li>garantire il controllo sul commercio delle armi favorendo l’adozione di un trattato internazionale</li>
</ol>
<p><strong>Grazie!</strong></p>
</div>
</div>
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		</item>
		<item>
		<title>Italia: rapporto di Amnesty sullo sfruttamento dei lavoratori migranti nell&#8217;agricoltura</title>
		<link>http://www.amnestybologna.it/?p=546</link>
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		<pubDate>Sun, 13 Jan 2013 09:37:52 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[L&#8217;Italia deve rivedere le politiche che contribuiscono allo sfruttamento dei lavoratori migranti e che violano il loro diritto a condizioni di lavoro giuste e favorevoli e all&#8217;accesso alla giustizia.  Lo ha dichiarato oggi Amnesty International, pubblicando un Rapporto sullo sfruttamento dei lavoratori migranti nel settore agricolo italiano. Il rapporto si concentra su gravi forme di [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;">L&#8217;Italia deve rivedere le politiche che contribuiscono allo sfruttamento dei lavoratori migranti e che violano il loro diritto a condizioni di lavoro giuste e favorevoli e all&#8217;accesso alla giustizia.  Lo ha dichiarato oggi Amnesty International, pubblicando un <a href="http://www.amnesty.it/italia-rapporto-sullo-sfruttamento-dei-lavoratori-migranti-in-agricoltura"><strong>Rapporto sullo sfruttamento dei lavoratori migranti nel settore agricolo italiano</strong></a>. Il rapporto si concentra su gravi forme di sfruttamento dei lavoratori migranti provenienti da paesi dell&#8217;Africa subsahariana, dell&#8217;Africa del Nord e dell&#8217;Asia, impiegati in lavori poco qualificati, spesso stagionali o temporanei, per lo più nel settore agricolo delle province di Latina e Caserta.</p>
<p style="text-align: left;">Il rapporto sottolinea comunque che lo sfruttamento dei lavoratori migranti è diffuso in tutto il paese. &#8220;Nell&#8217;ultimo decennio le autorità italiane hanno alimentato l&#8217;ansia dell&#8217;opinione pubblica sostenendo che la sicurezza del paese è minacciata da un&#8217;incontrollabile immigrazione &#8216;clandestina&#8217;, giustificando in questo modo l&#8217;adozione di rigide misure che hanno posto i lavoratori migranti in una situazione legale precaria, rendendoli facili prede dello sfruttamento&#8221; &#8211; ha dichiarato Francesca Pizzutelli, ricercatrice del Segretariato Internazionale di Amnesty International e autrice del rapporto.</p>
<p style="text-align: left;">&#8220;Il controllo dell&#8217;immigrazione può costituire un interesse legittimo di ogni stato, ma non dev&#8217;essere portato avanti a danno dei diritti umani di coloro che si trovano nel suo territorio, lavoratori migranti inclusi&#8221; &#8211; ha sottolineato Pizzutelli.</p>
<p style="text-align: left;">&#8220;L&#8217;esito di tutto questo, spesso, per i lavoratori migranti consiste in paghe ben al di sotto del salario concordato tra le parti sociali, riduzioni arbitrarie dei compensi, ritardato o mancato pagamento, lunghi orari di lavoro. Si tratta di un problema diffuso e sistematico&#8221; &#8211; ha aggiunto Pizzutelli.</p>
<p style="text-align: left;">Le attuali politiche italiane intendono controllare il numero dei migranti stabilendo delle quote d&#8217;ingresso per tipi diversi di lavoratori e rilasciando permessi sulla base di un contratto scritto. Queste quote, tuttavia, sono molto inferiori all&#8217;effettivo fabbisogno di lavoratori migranti.</p>
<p style="text-align: left;">Questo sistema, oltre a essere inefficace e a prestarsi ad abusi, incrementa il rischio di sfruttamento del lavoro dei migranti. I datori di lavoro preferiscono assumere lavoratori già presenti in Italia a prescindere dalle quote d&#8217;ingresso fissate dal governo.  Alcuni lavoratori possono avere il permesso già scaduto mentre altri possono aver ottenuto il visto d&#8217;ingresso attraverso intermediari ma non riescono poi a ottenere il permesso di soggiorno. In questo modo, molti lavoratori migranti finiscono per trovarsi senza documenti che ne attestino la presenza regolare in Italia e rischiano l&#8217;espulsione.</p>
<p style="text-align: left;">La legislazione italiana, inoltre, ha introdotto il reato di &#8220;ingresso e soggiorno illegale&#8221;, stigmatizzando così i lavoratori migranti irregolari, alimentando la xenofobia e la discriminazione nei loro confronti. Questa legislazione pone i lavoratori migranti nella condizione di non poter chiedere giustizia per salari inferiori a quanto concordato, per il mancato pagamento o per essere sottoposti a lunghi orari di lavoro. La prospettiva, per molti di loro, è che se denunciano lo sfruttamento vengono arrestati ed espulsi a causa del loro status irregolare.</p>
<p style="text-align: left;">&#8220;Le autorità italiane dovrebbero modificare le politiche in materia d&#8217;immigrazione concentrandosi prima e soprattutto sui diritti dei lavoratori migranti, indipendentemente dal loro status migratorio, garantendo loro un efficace accesso alla giustizia, istituendo meccanismi sicuri e accessibili per i lavoratori migranti che intendono presentare esposti e denunce contro i datori di lavoro, senza timore di essere arrestati ed espulsi&#8221; &#8211; ha concluso Pizzutelli.</p>
<p style="text-align: left;">Ulteriori informazioni</p>
<p style="text-align: left;">All&#8217;inizio del 2011 la presenza di cittadini stranieri in Italia era stimata intorno ai 5,4 milioni, circa l&#8217;8,9 per cento della popolazione. Circa 4,9 milioni di cittadini stranieri hanno documenti in regola che li autorizzano a stare in Italia. Si stima che vi sia circa mezzo milione di lavoratori migranti privi di documenti validi, ossia migranti irregolari.</p>
<p style="text-align: left;">Lo sfruttamento del lavoro dei lavoratori migranti nei settori dell&#8217;agricoltura e dell&#8217;edilizia in parecchie zone dell&#8217;Italia meridionale è diffuso. Essi ricevono paghe inferiori di circa il 40 per cento, a parità di lavoro, rispetto al salario italiano minimo concordato tra le parti sociali e lavorano un maggior numero di ore. Le vittime dello sfruttamento del lavoro sono migranti africani e asiatici e, in alcuni casi, cittadini dell&#8217;Unione europea (soprattutto bulgari e rumeni) e cittadini di paesi dell&#8217;Europa orientale che non fanno parte dell&#8217;Unione europea (tra cui gli albanesi).</p>
<p style="text-align: left;">Lavoratori migranti indiani e africani, impiegati nelle zone di Latina e Caserta, hanno parlato con Amnesty International in condizioni di anonimato:<br />
&#8220;I primi quattro anni dopo essere arrivato in Italia ho lavorato in una fabbrica che confeziona cipolle e patate per l&#8217;esportazione. Mi pagavano 800 euro al mese per 12-14 ore di lavoro al giorno. Il datore di lavoro mi diceva sempre che se avessi lavorato duro e bene, mi avrebbe fatto avere i documenti, ma non l&#8217;ha mai fatto.&#8221; (&#8220;Hari&#8221;)<br />
&#8220;Lavoro 9-10 ore al giorno dal lunedì al sabato, poi cinque ore la domenica mattina, per tre euro l&#8217;ora. Il datore di lavoro mi dovrebbe pagare 600-700 euro al mese; io contavo di mandare 500 euro al mese a mio padre in India. Negli ultimi sette mesi, però, il datore di lavoro non mi ha pagato il salario intero. Mi dà solo 100 euro al mese per le spese. Non posso andare alla polizia perché non ho documenti: mi prenderebbero le impronte e dovrei lasciare l&#8217;Italia.&#8221; (&#8220;Sunny&#8221;)<br />
&#8220;Quando non hai i documenti ti danno solo &#8216;lavoro nero&#8217;, che è mal pagato. Prendiamo dai 25 ai 30 euro al giorno per otto o nove ore di lavoro [2.75-3.75 euro l'ora]. Ma quando ci facciamo male non prendiamo niente.&#8221; (&#8220;Ismael&#8221;)<br />
&#8220;Quando il datore di lavoro non paga, che cosa puoi fare per avere il denaro? Senza documenti, come puoi andare alla polizia? Senza documenti, sei espulso. Ma non hai fatto niente di male&#8230;&#8221;. (&#8220;Jean-Baptiste&#8221;)</p>
<p style="text-align: left;">Comunicato stampa &#8211; Roma, 18 dicembre 2012<br />
Fonte: <a href="http://www.amnesty.it">http://www.amnesty.it</a></p>
<p style="text-align: left;"><strong>Scarica il Rapporto</strong> da questa pagina: <a href="http://www.amnesty.it/italia-rapporto-sullo-sfruttamento-dei-lavoratori-migranti-in-agricoltura">http://www.amnesty.it/italia-rapporto-sullo-sfruttamento-dei-lavoratori-migranti-in-agricoltura</a></p>
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		<title>14 dicembre &#8211; Festa di Natale con Amnesty</title>
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		<pubDate>Tue, 11 Dec 2012 15:36:15 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Venerdì 14 dicembre 2012 dalle 19 &#8211; Teatrino degli Illusi, Vicolo Quartirolo 7, Bologna FESTA DI NATALE Serata di raccolta fondi per Amnesty International Ore 21:  CONCERTO &#8211; CalabroLesi live Ore 22: Dj set E ospiti a sorpresa! Amnesty International è un’organizzazione non governativa indipendente, una comunità globale di difensori dei diritti umani che si [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><strong>Venerdì 14 dicembre </strong>2012<strong> dalle 19</strong><strong> &#8211; Teatrino degli Illusi</strong>, Vicolo Quartirolo 7, Bologna</p>
<p style="text-align: left;"><strong>FESTA DI NATALE</strong><br />
Serata di raccolta fondi per Amnesty International</p>
<p style="text-align: left;"><strong>Ore 21:  CONCERTO &#8211; CalabroLesi live</strong><br />
<strong>Ore 22: Dj set</strong></p>
<p style="text-align: left;">E ospiti a sorpresa!</p>
<p style="text-align: left;">Amnesty International è un’organizzazione non governativa indipendente, una comunità globale di difensori dei diritti umani che si riconosce nei principi della solidarietà internazionale.</p>
<p style="text-align: left;"><strong>La serata si inserisce tra gli eventi della maratona di raccolta firme “Write4Rights” e sarà un’occasione per firmare gli appelli: raccogliete la sfida</strong>! <a href="http://www.firmiamolitutti.it/">http://www.firmiamolitutti.it/</a></p>
<p style="text-align: left;">Sul palco i CalabroLesi, rock rand formata da calabresi, ma nati artisticamente a Bologna. “Con e attraverso  la musica ci divertiamo-impariamo-trasmettiamo Odori Colori Sapori Energie” è il loro stile. Nel loro genere sono impegnati nella diffusione della cultura e tradizioni del sud, visti come ricchezza che si accompagna e si somma, libera, a tutte le altre culture e tradizioni, integrandosi in una visione universale. La band è composta da:<br />
Silvio Maida piano &#8211; tastiere<br />
Mimmo Rosati &#8211; chitarra<br />
Leonardo Nigro &#8211; chitarra<br />
Antonio Greco &#8211; batteria e percussioni<br />
Donato Clausi &#8211; basso</p>
<p style="text-align: left;"><strong>Ingresso: 5 euro. Il ricavato sarà interamente devoluto ad Amnesty International.</strong></p>
<p style="text-align: left;">Info e contatti Amnesty International: <a href="mailto:ai.emiliaromagna@amnesty.it">ai.emiliaromagna@amnesty.it<br />
</a><br />
Info e contatti Teatrino degli Illusi: 051/272697<br />
<a href="mailto:info@teatrinodegliillusi.com">info@teatrinodegliillusi.com</a></p>
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