Torture, “sparizioni”, arresti arbitrari, detenzioni
senza processo, legislazioni inique… |
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.. è il campionario di violazioni dei diritti
umani con cui, dal 2001, viene condotta la cosiddetta
“guerra al terrore”. Il suo dichiarato
obiettivo, la sicurezza globale, è lungi
dall’essere raggiunto.
Al
contrario, il profondo disprezzo per i fondamentali
diritti umani che emerge dalle immagini delle
torture nel carcere iracheno di Abu Ghraib o dallo
scandalo europeo delle rendition (i trasferimenti
aerei illegali di persone sospettate di terrorismo,
destinate a centri di tortura), stanno trasformando
il mondo in un luogo sempre meno sicuro, in una “fabbrica del rancore” in cui disperazione,
frustrazione, rabbia e intolleranza rischiano
di produrre effetti micidiali.
Negli
ultimi anni, Amnesty International ha accompagnato
la sempre più crescente mobilitazione della
società civile contro le strategie della
“guerra al terrore” e ha sollecitato,
in alcuni casi ottenendo importanti risultati,
istituzioni che, in vari paesi, hanno cancellato
leggi che favorivano il ricorso alla tortura o
espulsioni senza garanzie per il rispetto dei
diritti umani.
Con
questa campagna, Amnesty International vuole spingere
i governi e l’opinione pubblica a ripensare
alle strategie fallimentari della “guerra
al terrore” e convincerli che il rispetto
dei diritti umani è la condizione essenziale,
e non un ostacolo, verso il raggiungimento di
un’autentica sicurezza globale.
Scarica
il video: il gruppo di Bologna chiede
la chiusura di Guantánamo.
Paolo Lazzarini, responsabile del gruppo,
spiega le ragioni dell'iniziativa tenutasi a Bologna
nel mese di gennaio 2007
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