Da oggi, in occasione dell’uscita del film “Diaz” di Daniele Vicari, Amnesty Bologna sarà presente al Cinema Rialto(via Rialto, n. 19) con un tavolino di raccolta firme e di informazione sulla campagna “Operazione trasparenza”.
Dopo il decimo anniversario del G8 2001, che ebbe luogo a Genova dal 19 al 21 luglio, Amnesty International constata con disappunto che le centinaia di vittime delle gravi violazioni dei diritti umani compiute in quei giorni da funzionari e agenti delle forze di polizia non hanno ottenuto piena giustizia, anche a causa della mancanza del reato di tortura nel codice penale e di misure di identificazione degli agenti durante le operazioni di ordine pubblico, come l’uso di codici alfanumerici sulle uniformi.
Le forze di polizia sono attori chiave nella protezione dei diritti umani in ogni paese: hanno, tra le proprie responsabilità, quelle di ricevere denunce su abusi dei diritti umani, svolgere le indagini e garantire il corretto svolgimento delle manifestazioni, proteggendo chi vi partecipa da minacce e violenze. Perché questo ruolo sia riconosciuto nella sua importanza e svolto nella piena fiducia di tutti, sono essenziali il rispetto dei diritti umani, la prevenzione degli abusi, il riconoscimento delle responsabilità e una complessiva trasparenza.
In Italia mancano tuttora importanti strumenti per la prevenzione e la punizione degli abusi, quali organismi di monitoraggio sul rispetto dei diritti umani e sui luoghi di detenzione, misure di identificazione degli agenti impegnati in operazioni di ordine pubblico e la previsione del reato di tortura nel codice penale. Affinché questi strumenti siano adottati
Il 23 marzo esce nelle sale italiane “The Lady”, il film di Luc Besson, col patrocinio della Sezione Italiana di Amnesty International. “The Lady” racconta la vicenda umana e politica della leader birmana e premio Nobel per la pace Aung San Suu Kyi, la figlia del padre dell’indipendenza della Birmania, leader della Lega nazionale per la democrazia e premio Nobel per la pace nel 1991.
Nel fine settimana e i mercoledì, il gruppo di Bologna sarà presente nel cinema Odeon per raccogliere firme in favore dei diritti umani.
Il 13 novembre 2010, Aung San Suu Kyi è tornata in libertà e all’impegno politico, dopo aver trascorso 15 dei 21 anni precedenti agli arresti domiciliari: dal 1989 al 1995, dal 2000 al 2002 e dal 2003 al 2010. Aung San Suu Kyi faceva parte di un totale di oltre 2200 prigionieri politici, in maggioranza prigionieri di coscienza, arrestati prevalentemente durante la cosiddetta “rivoluzione zafferano” del 2007. Centinaia di questi, alla data del rilascio di Aung San Suu Kyi, erano stati trasferiti in carceri lontane rendendo ancora più difficili le visite di medici, avvocati e parenti e numerose erano le denunce di tortura.
Il 12 ottobre 2011, a seguito di un’amnistia sono tornati in libertà 120 prigionieri di coscienza, tra cui Zaw Htet Ko Ko, esponente del Gruppo studentesco Generazione 88, in carcere dall’ottobre 2007 e l’attore, comico e autore di commedie Zarganar, imprigionato nel giugno 2008 per aver portato i soccorsi alle popolazioni colpite dal ciclone Nargis.
Per Zarganar si era mobilitato anche il mondo del cinema italiano. Dal 12 al 21 luglio 2011, nell’ambito della 41ma edizione del Giffoni Film Festival, il caso di Zarganar è stato proposto alla vastissima platea dei giurati che popolano la manifestazione internazionale di Giffoni Valle Piana. Bambine e bambini, ragazze e ragazzi, hanno partecipato con grande entusiasmo all’azione in suo favore attraverso una fotopetizione che li ritraeva con un ciak per chiederne la liberazione immediata. Anche Valentina Lodovini, Matteo Branciamore e Maurizio Casagrande, testimonial di Amnesty International durante il Festival, hanno sostenuto a gran voce il rilascio del celebre comico birmano.
Il 13 gennaio 2012, c’è stata la quarta e ultima, finora, amnistia da parte dell’attuale governo. Sono stati rilasciati 130 prigionieri politici tra i quali i noti dissidenti Htay Kywe e U Gambira, tra i leader della “rivoluzione zafferano”, U Khun Htun Oo (presidente della Lega nazionale per la democrazia dello stato di Shan) e il leader studentesco Min Ko Naing.
Queste quattro amnistie sono dei passi importanti, ma occorre fare molto altro!
Restano in carcere 1000 prigionieri di coscienza, condannati sulla base di norme vaghe, utilizzate sovente dalle autorità birmane per criminalizzare il dissenso politico e detenuti in condizioni agghiaccianti, con cibo e servizi igienici inadeguati e senza cure mediche. Inoltre, da decenni, le autorità di Myanmar ricorrono alla detenzione per ridurre al silenzio ogni forma di opposizione, cercando di blandire la comunità internazionale mediante riduzioni di pena e limitate amnistie periodiche.
Tra i casi citati in “The Lady” anche quello di U Kyi Maung, membro della commissione esecutiva centrale della Lega nazionale per la democrazia, il caso di U Win Tin, giornalista e figura di primo piano nella Lega nazionale per la democrazia arrestato nel 1989 e il caso di Ma Nilar Thein, attivista insieme al marito del Gruppo studentesco Generazione 88.
GIOVEDÌ 8 MARZO in Piazza Nettuno dalle 15 alle 19 il gruppo di Bologna di AI sarà presente con un tavolino di raccolta firme assieme alle ragazze e i ragazzi dell’Istituto Mattei di San Lazzaro. Venite a firmare le nostre petizione in difesa delle attiviste del Medio Oriente e dell’Africa del Nord.
Amnesty International dedica la Giornata internazionale delle donne dell’Otto marzo al coraggio delle donne protagoniste delle rivolte del Medio Oriente e dell’Africa del Nord. Senza dimenticare che nei paesi dell’Africa del Nord i cambiamenti politici devono ancora tradursi in reali passi avanti per i diritti delle donne, Amnesty International pone al centro dell’azione dell’Otto marzo di quest’anno quattro paesi del Medio Oriente – Arabia Saudita, Iran, Siria e Yemen – in cui le donne continueranno a lottare per la parità di accesso allo spazio pubblico e per esercitare la loro libertà di espressione.
Non ci sarà nessun vero cambiamento se alle donne non saranno pienamente garantiti partecipazione e diritti. Le donne dovranno finalmente essere pienamente coinvolte su un piano di parità con gli uomini nel processo di riforma politica e per i diritti umani in Medio Oriente e Nord Africa.
Vi ricordiamo anche che giovedì 8 marzo, alle 15,00, sul sito www.amnesty.it e sulla pagina Facebook http://www.facebook.com/AmnestyInternationalItalia, si terrà una video chat sul ruolo delle donne nelle rivolte in Medio Oriente e Africa del Nord. Durante la video chat sarà possibile fare domande in diretta a Aya Homsi, originaria di Aleppo, attivista italo-siriana fondatrice del gruppo Facebook “Vogliamo la Siria libera!”, e Leila Karami, originaria di Teheran, storica iraniana specializzata nelle tematiche di genere, collabora con la “Campagna di un milione di firme contro le leggi discriminatorie”. La video chat è organizzata nell’ambito della campagna di Amnesty International “Per i diritti umani in Medio Oriente e Africa del Nord”, per ricordare che le donne sono al centro delle proteste e delle richieste di cambiamento in tutta la regione. Le domande da sottoporre agli esperti possono anche essere inviate all’indirizzo: videochat@amnesty.it
Si può alzare la voce contro un’inarrivabile multinazionale? Per le ragazze e i ragazzi dei gruppi giovanidi Amnesty International la risposta è sì. Così hanno deciso di farla sentire alla Shell, organizzando un’azione che non è passata inosservata. Infatti, dopo che sul sito della Shell sono arrivate numerose segnalazioni del nostro rapporto, nel quale denunciamo i ritardi e i fallimenti nella risposta alle fuoriuscite di petrolio nel Delta del Niger, l’azienda ha risposto. Nella lettera standard, inviata a ciascuno delle ragazze e dei ragazzi, la Shell ha esposto diverse giustificazioni e non si è assunta alcuna responsabilità. Ma Amnesty ha deciso di rispondere.
Lunedì 6 febbraio si celebra la Giornata internazionale per la Tolleranza Zero alle mutilazioni dei genitali femminili. Questa giornata ci offre l’occasione per aggiornarvi sui progressi fatti affinché i leader europei ascoltino le nostre richieste ed agiscano per porre fine alla pratica in Europa e all’estero.
Dalle oltre 42.000 firme di sostenitori e sostenitrici raccolte dalla Campagna europea END FGM coordinata da Amnesty International nasce questo video con cui vogliamo rilanciare le nostre richieste ai leader europei. Chissà, forse potete ritrovarvi la vostra firma!
In Europa vivono oltre 500.000 donne che hanno subito mutilazioni dei genitali femminili, e si stima che siano 180.000 le bambine a rischio di subire la stessa sorte. Questa situazione è intollerabile, e dobbiamo continuare a lavorare affinché l’Europa diventi davvero un continente dove nessuna donna o bambina debba più soffrire a causa della pratica. Diversi paesi europei hanno già adottato leggi che vietano questa pratica. Ciononostante, le bambine continuano a essere a rischio e in Europa le donne che hanno subito la pratica non ricevono lo stesso tipo di assistenza o protezione.
Nel corso dei prossimi sei mesi, grazie alla collaborazione con designer, creativi/e e artisti/e cercheremo di portare il nostro messaggio a un pubblico sempre più ampio, così da ispirare i leader europei e far sì che mantengano le promesse fatte. Un’Europa senza violenza contro le donne è l’Europa nella quale crediamo, niente di meno che l’Europa che ci spetta.
I migranti che attraversano il Messico camminano per centinaia di chilometri nel loro viaggio verso gli Stati Uniti. Il loro è uno dei viaggi più pericolosi al mondo.
Mostra la tua solidarietà, manda dei calzini! Visita il sito http://sendsocks.org/ Oppure consegnali ad Amnesty sabato 28 gennaio dalle 15 alle 20 in via Orefici, 16 a Bologna.Ti aspettiamo!
Vieni a trovarci sabato 28 gennaio in via Orefici 16 dalle 15 alle 20.
Il gruppo Amnesty di Bologna organizza un tavolino di raccolta di calzini da inviare ai centri di accoglienza dei migranti in Messico. Raccoglieremo anche firme in difesa dei diritti umani dei migranti e in favore della libertà di espressione. Grazie del tuo sostegno !
Vi segnaliamo con piacere questa presentazione che si terrà domani: Giovedì 19 gennaio 2012 alle ore 18.00
Libreria Coop Ambasciatori – via Orefici 19, Bologna
Incontro con Giorgio Acquaviva in occasione dell’uscita del volume L’ESPERIENZA DEL MALE di Antonio Cassese (Il Mulino)
Ne parlano Gianni Sofri, già professore di Storia contemporanea, e Christine Weise, presidente di Amnesty International Italia.
La serata di sabato all’Estragon è stata davvero una grande festa! Il primo bel momento dell’anno di sensibilizzazione sul rispetto dei diritti umani. Gli artisti hanno donato il loro tempo e la loro arte a titolo gratuito: gli Strike, gli EtniaSupersantos, i Ratafiamm, Teo Ciavarella, Roberta Biagiarelli, Nicoletta Mastroianni e la Dj Ell Clat.
Emozione e condivisione con quanti, da fuori Bologna, sono stati entusiasticamente presenti, tra artisti e amici.
Un cospicuo profitto della serata sarebbe servito anche per contribuire alla riuscita del Gay Pride quest’anno a Bologna. Chi volesse aiutarci questo è il nostro numero di conto: IT66U0501803200000000800027 Circoscrizione Emilia Romagna. Nella causale inserite per favore: estragon/pride ed inserite nell’email (per chi fa bonifico on line): mariassuntaa@gmail.com.
Per Natale, una buona idea è fare un regalo etico sostenendo Amnesty International. Come tutti gli anni, il gruppo di Bologna propone confezioni regalo etiche, solidali e personalizzabili. Possiamo confezionare ceste o pacchetti regalo con tutti i nostri prodotti:
magliette (donna, bimbo, uomo)
prodotti alimentari genuini e tipici (panettoni….)
candele
incensi
libri fotografici
agende
calendari 2011
libro di celebrazione del 50° anniversario di Amnesty
Contatta il gruppo per avere maggiori informazioni sulle differenti tipologie e sui costi. Oppure vieni a trovarci il martedì sera dopo le 21 o durante i nostri banchetti natalizi a dicembre:
domenica 18/12 h. 14,30 – 20,00: Via degli Orefici, 6 , di fronte alla libreria Ambasciatori
giovedì 22/12 h.14,30 – 20,00: Via degli Orefici, 6 , di fronte alla libreria Ambasciatori
venerdì 23/12 h. 14,30 – 20,00: Via degli Orefici, 6 , di fronte alla libreria Ambasciatori
sabato 24/12 h.14,30 – 20,00: Via degli Orefici, 6 , di fronte alla libreria Ambasciatori
Sostenerci vuol dire essere al fianco della più grande organizzazione non governativa per la promozione e la difesa dei diritti umani, ovunque nel mondo! Contribuisci anche tu concretamente alla tutela dei diritti umani, sostienici ora. Grazie!