Mettici la firma, difendi i diritti umani!

#CORRICONME

La maratona “Write for Rights 2016″ di Amnesty International è partita!

Fino al 22 dicembre, centinaia di migliaia di persone nel mondo faranno pressione sulle autorità di Azerbaigian, Cina, Stati Uniti, Perù ed Egitto, firmando gli appelli affinché Bayram Mammadov, Giyas Mammadov e Ilham Tohti siano rilasciati, perché Edward Snowden sia graziato e possa rientrare dall’esilio, perché Máxima Acuña ottenga giustizia e per chiedere verità per Giulio Regeni.

Le autorità non possono più ignorare i diritti umani, firma gli appelli della maratona

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La maratona

Write for Rights è la maratona globale di raccolta firme di Amnesty International in favore di persone che, in diverse parti del mondo, subiscono violazioni dei diritti umani. Si svolge ogni anno in occasione del 10 dicembre, anniversario della Dichiarazione universale dei diritti umani, ed è uno dei più grandi eventi globali per i diritti umani. L’anno scorso sono state raccolti quasi 4 milioni di firme, lettere, email, fax, tweets per la più grande campagna per i diritti umani del mondo.

Perché attivarsi?
Nel mondo, la libertà delle persone è minacciata. Attivisti sono in carcere per le loro opinioni. Manifestanti vengono torturati e ingiustamente imprigionati. Contadini sono minacciati e aggrediti solo per voler difendere le proprie terre. Con la sua attivazione Amnesty International fa pressione sulle autorità affinché queste persone ricevano giustizia, libertà e protezione.

Ai Weiwei per Write for Rights
Per la prima volta in una maratona Write for Rights abbiamo unito le forze con l’acclamato artista cinese Ai Weiwei. “Partecipo a questa campagna per tutte quelle persone che soffrono per aver detto o fatto qualcosa che i loro governi non approvano. Come artista, la libertà di parola è essenziale nel mio lavoro, e ho sperimentato sulla mia pelle cosa succede quando si entra in conflitto con i poteri costituiti, e quanto sia importante il sostegno internazionale quando lo stato cerca di ridurti al silenzio. Permettere alle persone di esprimersi liberamente traccia la differenza tra una società moderna e una barbarica”. L’artista ha personalmente sperimentato la mano dura delle autorità cinesi. Per la sua opposizione al regime, Ai Weiwei è stato recluso dal 2 aprile al 22 giugno 2011. La notizia dell’arresto fu ripresa da tutti gli organi d’informazione mondiali. L’artista fu confinato in una località segreta, senza che fossero mai diramate notizie sulle sue condizioni. Il 22 giugno, a distanza di 81 giorni dall’arresto, l’artista è stato rilasciato su cauzione. La liberazione è avvenuta a ridosso del viaggio del premier Wen Jiabao in Europa. Da allora è costantemente tenuto sotto controllo e gli è stato impedito di espatriare per molti anni, fino a quando non gli hanno ridato il passaporto nel 2015.

Firma ora!

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