25 novembre – Amnesty contro la violenza sulle donne

Carie amiche e cari amici,

In occasione del 25 Novembre Giornata internazionale contro la violenza sulle donne anche Amnesty Bologna come tutti gli anni aderirà a diverse iniziative che si svolgeranno in città.

Ci troverete con i nostri banchetti di raccolta firme Domenica 22 dalle ore 18 al cinema Lumière in via Azzo Gardino 65, in occasione della proiezione del film Vergine Giurata.

Sempre al Lumière Mercoledì 25 novembre saremo presenti a partire dalle ore 19 con un nostro banchetto in occasione della proiezione del documentario Di Genere Umano di Germano Maccioni.

Infine, nella giornata di Mercoledì 25 aderiremo al Flash Mob Un Filo Caldo e Colorato Contro La Violenza Di Genere che si terrà a partire dalle ore 18 in Piazza del Nettuno.

Unitevi a noi contro la violenza sulle donne! Vi aspettiamo
burkinafaso

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Firmate anche i nostri appelli on line per dire no alla violenza e alla discriminazione di genere:
A questo link http://appelli.amnesty.it/burkina-faso-matrimoni-forzati/ trovate un appello per fermare i matrimoni forzati in Burkina Faso; e qui http://www.nomas.pe/contrasuvoluntad un appello per chiedere giustiza per le vittime di sterilizzazione forzata nel Perù.

Grazie!

17-18 ottobre: Ti aspettiamo al mercatino dell’usato di Amnesty!

Cari amici,

Il prossimo fine settimana, Amnesty International organizza l’annuale

MERCATINO DELL’USATO
indumenti per adulti e bambini, scarpe, borse e oggetti vari: casalinghi, bigiotteria, giocattoli, libri

Sabato 17 OTTOBRE h 13-19
Domenica 18 OTTOBRE h 10-18

al Circolo LA FATTORIA
via Pirandello, 6 – Bologna

Come ogni anno, il ricavato verrà utilizzato per le attività in difesa dei diritti umani. Le rimanenze saranno comunque utilizzate a scopo benefico.

Al mercatino sarà presente un banchetto dove potrete firmare le nostre petizioni in difesa dei diritti umani.

Vi aspettiamo!

10 ottobre 2015: La pena di morte non uccide il traffico di droga

Oggi, in occasione della XIII giornata mondiale contro la pena di morte Amnesty International chiede a tutti di mobilitarsi in favore di Shahrul Izani, giovane malese, che rischia la pena di morte per essere stato trovato in possesso di 622 grammi di cannabis all’età di 19 anni. È stato il suo primo reato. Ha esaurito tutti i livelli di giudizio e potrebbe essere messo a morte in qualsiasi momento.

Firma l’appello qui: http://www.amnesty.it/pena-capitale-malesia-Shahrul

Dal 2003, ogni 10 ottobre, la Coalizione mondiale contro la pena di morte invita le Ong, le reti, gli attivisti e le organizzazioni abolizioniste in tutto il mondo a mobilitarsi contro questa pratica crudele e disumana. PDM2015

In occasione della XIII Giornata mondiale contro la pena di morte, Amnesty International e la Coalizione mondiale contro la pena di morte vogliono mettere in evidenza l’uso della pena capitale per reati di droga. 

I reati connessi alla droga, che possono includere traffico e/o possesso di droga, sono puniti o punibili con la pena di morte in più di 30 paesi e territori. Nel rapporto “Condanne a morte ed esecuzioni nel 2014”, Amnesty International ha registrato che la pena di morte è stata utilizzata per reati legati alla droga in almeno 10 paesi: Arabia Saudita, Cina, Emirati Arabi Uniti, Indonesia, Iran, Malesia, Singapore, Sri Lanka, Thailandia e Vietnam. Le esecuzioni e le condanne a morte per reati legati alla droga sono continuate in diversi paesi anche nel 2015.

Le esecuzioni per questi crimini sono state portate avanti in Arabia Saudita (58 al 28 agosto 2015), in Cina (per la quale non rilasciamo dati ufficiali), in Iran (241, da fonti ufficiali e non ufficiali, al 28 aprile 2015) e in Indonesia (14 al 26 agosto 2015). A causa del segreto di stato, non è possibile sapere se sono state eseguite condanne a morte in Malesia per tali reati. Sentenze capitali per reati legati alla droga continuano a essere imposte in Arabia Saudita, Cina, Emirati Arabi Uniti, Indonesia, Iran, Kuwait, Malesia, Sri Lanka e Vietnam.

Amnesty International ha documentato continue violazioni del diritto a un processo equo e del diritto a non essere sottoposti a tortura o ad altri trattamenti crudeli, inumani o degradanti nei casi in cui gli imputati affrontano o hanno dovuto affrontare la pena di morte per reati legati alla droga. L’organizzazione ha inoltre evidenziato come imputati provenienti da ambienti economicamente svantaggiati sono colpiti in modo sproporzionato dalla pena di morte, anche per reati di droga.

La pena di morte con mandato obbligatorio e il suo utilizzo per reati legati alla droga sono contro il diritto e gli standard internazionali sui diritti umani. Sebbene l’articolo 6 del Patto internazionale sui diritti civili e politici consenta l’uso della pena di morte in determinate circostanze, si afferma chiaramente che il suo uso deve essere limitato ai soli reati più gravi. Il Comitato sui diritti umani delle Nazioni Unite ha rilevato in numerosi commenti che i reati legati alla droga non soddisfano il criterio della “maggior parte dei reati gravi”, un principio ribadito dal Relatore speciale delle Nazioni Unite sulle esecuzioni extragiudiziali, sommarie o arbitrarie e dal Relatore speciale delle Nazioni Unite sulla tortura e altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti.

Leggi gli approfondimenti sulla pena di morte

Firma l’appello: Canali sicuri di accesso all’Unione europea!

È in atto la più grande crisi dei rifugiati dalla Seconda guerra mondiale. Milioni di persone scappano da violenze e soprusi, dagli attacchi con gas in Siria alla tortura e alla schiavitù in Eritrea.

Da gennaio, oltre 350.000 persone, in maggioranza rifugiati, hanno intrapreso viaggi pericolosi in cerca della sicurezza in Europa. Più di 2.700 i morti. L’impatto più significativo di questa crisi non si fa sentire in Europa ma in paesi come il Libano, che ospita un milione di rifugiati (un quarto della sua popolazione), o il Pakistan, l’Etiopia e il Ciad. welcome_refugees

L’Europa deve garantire ai rifugiati l’accoglienza e il sostegno necessari.
In vista del vertice dei ministri dell’Unione europea del 14 settembre, Amnesty chiede all’Italia di fare la sua parte affinché l’Ue:

  • rafforzi la capacità di accoglienza di migranti e rifugiati nei paesi di primo arrivo;
  • partecipi pienamente ai piani di emergenza di redistribuzione dei rifugiati e dei richiedenti asilo;
  • si impegni per l’introduzione di un sistema d’asilo comune dell’Ue.

Puoi firmare l’appello al link: http://appelli.amnesty.it/rifugiati-canali-sicuri/

Leggi anche il COMUNICATO STAMPA

RIFUGIATI, AMNESTY: LE NUOVE PROPOSTE DELLA COMMISSIONE UE ANCORA LONTANE DAL RISOLVERE LA CRISI

Le nuove proposte annunciate oggi dalla Commissione europea per affrontare la crisi globale dei rifugiati faranno passi verso la protezione dei rifugiati, ma non saranno risolutivi né a breve né a lungo termine, ha dichiarato Amnesty International.

Iverna McGowan, direttrice dell’ufficio di Amnesty International presso le istituzioni europee, ha affermato: “Le proposte rese note dalla Commissione europea contribuiranno ad affrontare la crisi dei rifugiati, certamente però non la risolveranno – né a breve, né a lungo termine. Gli stati membri dell’Ue devono collaborare con la Commissione per attuare una revisione del sistema di asilo europeo molto più ambizioso – sulla base di un’assistenza significativamente maggiore agli stati in prima linea per l’accoglienza dei richiedenti asilo, l’elaborazione delle richieste e il riconoscimento comune dello status di rifugiato all’interno dell’Unione europea. Gli stati membri dovrebbero cercare di aumentare i percorsi sicuri nell’Ue, non i paesi sicuri dove rispedirli.”

In vista dell’annuncio della Commissione, Amnesty International ha pubblicato un ordine del giorno per l’Europa chiedendo un’Unione di protezione per i rifugiati. L’Agenda definisce i cambiamenti urgentemente necessari nell’approccio dell’Ue alla crescente crisi dei rifugiati in vista della riunione  di emergenza del Consiglio di Giustizia e Affari interni in programma il 14 settembre.

FINE DEL COMUNICATO
Roma, 9 settembre 2015

Ulteriori informazioni:

Un’Unione di protezione: l’Agenda di Amnesty International per la protezione dei rifugiati in Europa
http://www.amnestysolidale.it/download/agenda.pdf

Amnesty International Italia aderisce a “La marcia delle donne e degli uomini scalzi”
http://www.amnesty.it/amnesty-international-italia-aderisce-a-la-marcia-degli-uomini-scalzi

Aumento dei rifugiati, Amnesty International: la risposta dell’Unione europea continua a essere inadeguata
http://www.amnesty.it/Aumento-dei-rifugiati-la-risposta-de-Unione-Europea-continua-a-essere-inadeguata

Time for Europe to end the refugee shame
https://www.amnesty.org/en/latest/news/2015/08/time-for-europe-to-end-the-refugee-shame/

Grecia: Amnesty International denuncia le condizioni infernali di migliaia di rifugiati sull’isola di Kos. Aggressione brutale nella notte.
http://www.amnesty.it/Grecia-condizioni-infernali-di-migliaia-di-rifugiati-isola-kos-aggressione-brutale

Greece: chaos and squalid conditions face record number of refugees on Lesvos
https://www.amnesty.org/en/latest/news/2015/08/chaos-and-squalid-conditions-face-record-number-of-refugees-on-lesvos/

Hungary: Change to Asylum Law puts tens of thousands at risk
https://www.amnesty.org/en/latest/news/2015/07/hungary-change-to-asylum-law-puts-tens-of-thousands-at-risk/

Trains to Nowhere – Hungary’s harsh welcome for refugees
https://www.amnesty.org/en/latest/news/2015/09/trains-to-nowhere-hungary-harsh-welcome-for-refugees/

13 settembre – Amnesty al Volontassociate!

Cari amici,

Vi informiamo che Amnesty International sarà presente al Volontassociate 2015

Domenica 13 settembre dalle 10 alle 19 ai Giardini Margherita a Bologna

Volontassociate è la festa dell’Associazionismo e del Volontariato della provincia di Bologna. In questa occasione Amnesty vi invita a unirvi a un’associazione che ha attualmente 2 milioni e 800.000 soci, sostenitori e donatori in più di 150 paesi. Nel nostro gazzebo potrete scoprire come partecipare attivamente e mobilitarvi per promuovere e difendere i diritti umani in tutto il mondo, firmando i  nostri appelli, diventando un attivista per i diritti umani o sostenendo le nostre campagne attraverso l’acquisto di gadget.cinquantesimo

Firmare gli appelli: La tecnica degli appelli da oltre 40 anni mostra la sua efficacia nel lavoro di Amnesty. L’obiettivo è quello di mobilitare l’opinione pubblica sulle violazioni dei diritti umani, comprese quelle legate alle tematiche o ai paesi oggetto delle campagne dell’associazione. Migliaia di cartoline, telegrammi, lettere, fax, messaggi di posta elettronica creano intorno ai singoli casi una visibilità e un interesse mondiale difficili da ignorare da parte dei destinatari.

Appelli per gli Individui a rischioAzioni Urgenti

Attivarsi in Amnesty: La maniera più semplice per iniziare ad attivarsi con Amnesty è proprio quella di contattare il Gruppo locale o il Gruppo Giovani, che rappresenta il nucleo di base dell’associazione, o l’ufficio regionale della propria zona. Ma non è questo l’unico modo: puoi partecipare alle manifestazioni di Amnesty, sottoscrivere anche on line gli appelli, iscriverti alle Newsletter per tenerti informato e per firmare gli appelli. Attivati

Sostenere Amnesty: Amnesty International vive solo grazie al supporto economico dei propri soci e sostenitori: per rimanere imparziale e indipendente, infatti, non accetta soldi dai governi. Anche le imprese e le istituzioni economiche possono contribuire attivamente. Sostenerci vuol dire difendere i diritti e le libertà fondamentali di ogni essere umano. Scopri come sostenerciSostieni Amnesty5X1000

Acquistare i prodotti Amnesty: Gli articoli a marchio Amnesty International sono prodotti del commercio equo e solidale, realizzati da “altraQualità”, una cooperativa di commercio equo e solidale. Acquistando questi prodotti quindi, oltre a sostenere Amnesty International nel suo quotidiano impegno per la difesa dei diritti umani, sarai protagonista di un circolo virtuoso di solidarietà. Guarda il catalogo

Vi aspettiamo al Volontassociate il 13 settembre!

Diventa attivista! Vieni a trovarci il 1 settembre

Il Gruppo 019 Amnesty International di Bologna si rifà vivo per invitare tutti al suo primo incontro autunnale.  1995-GENERAL-Amnesty-Inte-003

MARTEDì 1 SETTEMBRE alle ore 21 ci ritroviamo di nuovo nella sede di via Irma Bandiera 1/5 (nello spiazzetto accanto alla Coop Andrea Costa, autobus 14 o 20), per una riunione dedicata ai nuovi attivisti e a organizzare le prossime attività del gruppo.

Può essere un’ottima occasione per iniziare a conoscerci e a fare un po’ di formazione sul campo sulle tematiche e il lavoro sui diritti umani di Amnesty. Vi aspettiamo numerosi!

Per informazioni: gr019@amnesty.it

A presto!

1-5 luglio – Amnesty ai Mondiali antirazzisti

1-5 luglio a Bosco Albergati, Castelfranco Emilia (MO)

Anche quest’anno Amnesty International partecipa ai Mondiali Antirazzisti! Quest’anno saremo presenti con un banchetto di raccolta di firme e, soprattutto, per giocare a calcetto e basket nella squadra Hafti Friends nei giorni:

Giovedì ore 18
Venerdì ore 11-14-18
Sabato ore 10

Il nome della squadra è dedicato al nostro amico Hafti (Frank), che ci lasciò l’anno scorso e che abbiamo voluto ricordare con questo video:

Oltre a giocare con noi, potete venire a trovarci al nostro gazebo, dove sarà possibile firmare le petizioni per le campagne:

Veniteci a trovare ai Mondiali Antirazzisti, vi aspettiamo!

Per tutte le informazioni sui Mondiali Antirazzisti: www.mondialiantirazzisti.org

27 giugno – Al Pride con Amnesty!

Care amiche e cari amici,

Nella parata per i diritti delle persone lesbiche, gay, bisessuali, transgender e intersessuate (Lgbti), che si terrà sabato 27 giugno, ci saremo anche noi. Infatti non possiamo mancare a questo importante appuntamento per ribadire il nostro no a ogni forma di discriminazione basata sull’orientamento sessuale e l’identità di genere.

Venite al Pride con noi, chiedete anche voi un matrimonio egualitario subito!

Come in altre parti del mondo, anche in Italia i diritti delle persone lesbiche, gay, bisessuali, transgender e intersessuate (Lgbti) spesso rischiano di essere violati. Oltre a una radicata cultura discriminatoria, il mancato riconoscimento nella legislazione italiana delle famiglie costituite da persone dello stesso sesso impedisce il godimento dei diritti necessari all’autorealizzazione, alimenta la stigmatizzazione e la discriminazione e favorisce gli abusi nei confronti delle persone Lgbti.

38 associazioni chiedono al presidente del Consiglio Matteo Renzi e ai presidenti di Camera e Senato, Laura Boldrini e Pietro Grasso, di garantire che sia eliminata ogni forma di discriminazione nella legislazione italiana sul matrimonio civile, aprendolo anche alle coppie dello stesso sesso, riconoscendo i matrimoni e le unioni celebrate all’estero e assicurando pari diritti ai figli delle persone dello stesso sesso.

Per questo, da adesso e durante il Pride, vi chiediamo di firmare l’appello della campagna LoStessoSì: http://appelli.amnesty.it/lostessosi/ e di diffondere il hashtag #LoStessoSì nelle reti sociali.

L’appuntamento a Bologna è alle 14.30 presso Parco del Cavaticcio.

Musica e performance intratterranno il pubblico fino alla partenza della parata (alle 16.30) che sfilerà accompagnata da bande musicali percorrendo via Fratelli Rosselli, via Don Minzoni, piazza dei Martiri, via dei Mille, via Indipendenza fino a raggiungere Piazza del Nettuno.

Vi aspettiamo!!

17 maggio presso SYMPO’ Bologna – Serata contro l’omofobia

Cari amici,

Vi segnaliamo che, in occasione della “Giornata internazionale contro l’omofobia, la bifobia e la transfobia”,

Domenica 17 Maggio 2015 dalle ore 17.30 a mezzanotte presso il Sympo di Via delle Lame, 83 – Bologna

il gruppo di Amnesty International di Bologna sarà presente all’evento Bologna: BU (senza paura), con un proprio tavolino di raccolta di firme per sostenere la campagna My Body My Rights.

All’evento, organizzato da Officine Guitti, partecipano alcuni personaggi del mondo del teatro, della radio e della televisione a carattere nazionale, che hanno sposato il sostegno alla causa e l’evento BU. Inoltre, si terrà un ARTEritivo (aperitivo artistico) che coinvolgerà circa 50 artisti del panorama regionale che si esibiranno in short performances canore, teatrali, danzanti, figurative, di installazione.

Una mostra sulla tematica dell’omofobia in Italia e nel mondo sarà allestita all’interno dello spazio
e sarà visitabile durante tutto l’arco della serata per affiancare uno spazio di riflessione e informazione al clima festoso e costruttivo dell’evento. Il progetto è stato battezzato ‘BU’: BE YOU – sii te stesso; BU!!! per esorcizzare la paura (ovvero la Fobia!) e B.U. come Bologna Unita contro l’omofobia.

L’evento, a ingresso ad offerta libera, vedrà il suo ricavo devoluto in beneficienza a favore di Amnesty International a sostegno del progetto “Scuole attive contro l’omofobia e la transfobia”.

Vi aspettiamo numerosi!

Firma l’appello di Amnesty – Prima le persone, poi le frontiere

L’Europa deve proteggere le vite e i diritti lungo i suoi confini.
L’Italia deve chiedere agli stati membri dell’Ue che le persone vengano prima delle frontiere.

Firma l’appello di Amnesty http://appelli.amnesty.it/sos-europa/ e chiedi al presidente del Consiglio dei ministri Matteo Renzi di far sì che:

  • le operazioni di ricerca e di soccorso nel Mediterraneo e nel mare Egeo siano rafforzate
  • percorsi più sicuri e legali per raggiungere l’Europa siano forniti a chi fugge da conflitti e persecuzioni
  • l’accesso alla protezione internazionale sia garantito a chi raggiunge le frontiere dell’Unione europea
  • la cooperazione sui flussi migratori con i paesi che violano i diritti umani sia fermata

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Il 19 aprile, secondo le prime testimonianze, un’imbarcazione su cui erano stati stipati a forza circa 700 migranti e richiedenti asilo si è capovolta nel canale di Sicilia.  La maggior parte delle persone a bordo sarebbe morta dopo essere caduta in acqua.

Nel disperato tentativo di fuggire da guerra e persecuzioni, migranti e rifugiati continuano a morire nel Mediterraneo. Fino a quando il vuoto lasciato dalla fine dell’operazione Mare nostrum non sarà colmato, continueranno a morire in massa nel Mediterraneo.

Il 3 ottobre 2013, oltre 500 persone annegarono nei naufragi al largo di Lampedusa. Il lutto e l’indignazione hanno spinto il governo italiano a dare priorità alla ricerca e al soccorso in mare con l’operazione Mare nostrum  che ha salvato oltre 150.000 persone . L’Unione europea, invece, volta le spalle alla sofferenza e ai pericoli a cui vanno incontro centinaia di persone che ogni settimana salgono su imbarcazioni insicure, affrontando un viaggio tra la vita e la morte.

Oltre 3400 persone sono annegate o disperse nel 2014. A febbraio 2015, sono state più di 2800 le persone che hanno rischiato la vita in mare: in 329 hanno perso la vita in mare e dopo i soccorsi. A inizio marzo il bilancio era già drammatico, con almeno 10 morti.

La campagna SOS Europa
Con questa campagna,  Amnesty International chiede la  fine delle violazioni dei diritti umani di migranti, rifugiati e richiedenti asilo ai confini dell’Europa. Sollecitiamo gli stati membri a impegnarsi in azioni congiunte per salvare le persone in difficoltà in mare,  non detenere i migranti e considerare i diritti umani una priorità nelle proprie politiche e prassi.

Approfondimenti: Amnesty International: salvare vite umane nel Mediterraeneo dev’essere la priorità per i governi europei (Comunicato Stampa 20/05/2015)